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Guenda Goria, intervista Marco Lodola, fondatore e massimo esponente del nuovo Futurismo, per il programma Top Tutto quanto fa tendenza.

Quando si parla di movimento del “Nuovo Futurismo” associato alla luce, come strumento per “animare” l’arte, il pensiero non può che correre immediatamente a Marco Lodola, uno tra i fondatori, negli anni 80, del gruppo di aderenti al concept di tale movimento.

L’ispirazione dai cui nasce deriva dal lascito storico e dalla radice stessa del Futurismo, rappresentato da Giacomo Balla e da Fortunato Depero. Di quest’ultimo Lodola subisce l’influenza rielaborando una sua propria e diversa interpretazione resa nella sua originale raffigurazione.

Il nuovo movimento concepisce infatti l’arte come strumento per esaltare il contesto urbano in una modalità anche festosa. Lo spunto viene dall’affabulazione dei mass media e quindi dalla pubblicità, dai fumetti e da tutto ciò che ruota attorno ad essa. In tale accezione l’arte non viene più confinata solo nell’ambito dei luoghi canonici e tradizionali dedicati alle arti figurative, come un museo o una galleria, ma diviene itinerante. Ecco dunque lo spostamento in luoghi come piazze, teatri, giardini o spazi monumentali che vanno a esaltare, con queste installazioni, la scenografia del corredo civico.

https://youtu.be/cqS5nwRoAnk

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